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Il Comune informa
ICI 2007 LUGLIO 2007
La visita di Vincent Tummino
Spilinga onora gli Eroi di New York
L’intensa cerimonia alla presenza
delle massime autorità
SPILINGA - La giornata del 4 luglio 2007 è
destinata ad entrare nella storia recente della
nostra regione.
Vincent Tummino, ambasciatore internazionale
della Columbia Association, l'organismo di
volontariato che rappresenta tre mila vigili del
fuco italo-americani di New York, e per
moltissimi anni a capo del dipartimento dei
vigili del fuoco della Grande Mela, ha fatto
visita alla comunità spilingese dietro l'invito,
risalente a sei mesi fa, del sindaco Franco
Barbalace, durante le celebrazioni del “Columbus
Day”, svoltosi a New York nell'ottobre del 2006.
Lo stesso Tummino, in quell'occasione aveva
promesso al sindaco che avrebbe visitato la
comunità da lui amministrata.
Tummino ha ricevuto dall'ex presidente della
Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, l'onorificenza
di cavaliere della Repubblica, per essersi
distinto nelle operazioni di salvataggio dei
supersiti e del recupero dei corpi delle vittime.
Vincent Tummino coordinò le operazioni di
soccorso alle Torri Gemelle nei minuti
immediatamente successivi all'attacco
terroristico messo a segno da Al-Qaeda l’11
settembre 2001. La sua visita è fondamentale per
portare avanti il progetto internazionale “Per
non dimenticare”.
Egli, infatti, è impegnato in un tour italiano,
con unico appuntamento a Spilinga per l’intera
Calabria, atto a promuovere una iniziativa che
ricordi il disastro umano provocato dagli
attacchi terroristici al World Trade Center di
New York.
In una data simbolica per gli americani che
festeggiano il 4 luglio l'“Independence Day” (festa
dell'indipendenza delle 13 colonie dalla Gran
Bretagna, avvenuta nel 1776), Spilinga ha voluto
intestare una piazza alle vittime della
catastrofe.
La solennità dell'evento è stata sottolineata
dai saluti di accoglienza della “Band Orchestra”
del Conservatorio di Musica “F. Torrefranca” di
Vibo Valentia diretta dal maestro Antonio La
Torre che ha eseguito gli inni nazionali
americano e italiano, e dai discorsi delle
autorità territoriali presenti, tra le quali
sottosegretario della Regione Calabria, Vincenzo
Falcone, che ha portato il saluto del presidente
Agazio Loiero il viceprefetto Giuseppe Ranieri,
il Vescovo della Diocesi di Mileto Domenico
Tarcisio Cortese, il presidente della Provincia
di Vibo Valentia Gaetano Ottavio Bruni,
l'assessore provinciale al Bilancio Martino
Porcelli, il vicepresidente della Provincia
Paolo Barbieri, i sindaci Aurelio Rombolà (Drapia),
Pasquale Landro (Zambrone), Domenico Laria (Ricadi)
e l'assessore al Bilancio del Comune di Joppolo
Gennaro Davola, delegato dal sindaco Salvatore
Vecchio.
Erano presenti anche la Protezione Civile,
Giuseppe Romano, direttore del Consorzio di
Bonifica Integrale di Vibo Valentia, che ha
curato la pulizia delle strade, la Croce Rossa,
la Guardia Costiera di Tropea rappresentata dal
comandante maresciallo Pino Colloca, il
comandante provinciale dei vigili del fuoco
Nicola Vilasi (che ha mostrato a Tummino e a
tutta la popolazione l'abilità con cui operano i
suoi uomini effettuando un’operazione di
salvataggio in caso di incendio). Il programma
della giornata è stato intenso.
In mattinata c’è stata la cerimonia di
premiazione di Vincent Tummino, da parte
dell'amministrazione comunale, con la targa su
cui era inciso “Glieroi del nostro tempo”, in
Piazza Italia, alla presenza delle autorità
civili, militari e religiose. Dalla stessa
piazza è partito poi il corteo indirezione della
via intitolata alle vittime dell'11 settembre,
dove è stata scoperta la targa in memoria delle
vittime delle Torri Gemelle, opera in ferro del
maestro Antonio La Gamba. La storica visita è
stata fatta pregustare alla comunità spilingese
già la sera di martedì, quando vi è stata la
proiezione, alla villa comunale, del film “World
Trade Center” interpretato dall'attore Nicolas
Cage. Nell’occasione la Consulta giovanile
spilingese ha consegnato a Tummino una
targa-omaggio.
Il sindaco Franco Barbalace, ha messo in
evidenza «il dramma che ancor oggi tocca le
famiglie dei superstiti e dei vigili del fuoco
che hanno prestato soccorso in quella tragedia
avvenuta martedì 11 settembre di 6 anni fa. Ciò
che ha raccontato Tummino è quello che purtroppo
vedono i suoi occhi: colleghi e superstiti
uccisi da un tumore (causato dall'esalazione
delle polveri e dai gas sprigionatisi dalle due
strutture dopo il crollo) che li ha consumati
nel giro di pochissimi mesi». Ed altri ne
verranno fuori nel tempo. Forse questa
testimonianza doveva prevalere sui convenevoli,
ma è rimasta una confessione lontana dai
riflettori che invece bisogna conoscere, per
capire il sentimento che anima volontari come
l'italo-americano Tummino.
«Ora nella zona di Ground Zero - ha confidato
Tummino -, c'è il deserto assoluto. Abbiamo
impiegato dieci mesi circa di lavoro,
utilizzando maschere antigas per ripulire la
zona dalle macerie e i riflettori che si erano
accesi sull'impegno dei volontari della nostra
Nazione, li abbiamo visti spengersi dopo poco.
Ground Zero oggi è un immenso spiazzo che fai
impressione perché si avvertono ancora le urla
strazianti e terrorizzate delle persone ahimé
presenti. Dal lato della Torre Nord stiamo
concludendo gli scavi per eliminare le
fondamenta, o quel che ne rimane, in attesa che
venga eretta una sola torre di circa 1500-1700
piedi d'altezza. Il progetto è stato già
approvato».
La chiacchierata privata tra Tummino e Barbalace,
poi, ha toccato l'altro tema trainante: l’azione
dell’amministrazione Bush.
Tummino ha rilevato, infatti, come il presidente
degli Usa inizialmente si sia molto attivato nei
confronti della Nazione per far ripartire il
Paese, risanandolo e porgendo attenzione anche
all'andamento della borsa di Wall Street, «ma
ultimamente ha allentato la presa per dedicarsi
all'imminente campagna elettorale a sostegno di
un suo successore alla guida del Partito
Repubblicano, delfino che si fatica a trovare».
Dopo la pausa pranzo in serata tappa al
santuario della Madonna della Fontana, a seguire,
il concerto della “Band Orchestra” del
Conservatorio vibonese, che ha chiuso
magnificamente in un luogo suggestivo la visita
del gradito ospite, imbarcatosi l’indomani verso
la sua cara New York con uno splendido ricordo
di Spilinga e dell’intera Calabria, che tutta
insieme si è stretta intorno a lui.
Anna Rita Castellani
REGOLAMENTO ICI
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